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Tutto in gola.Il ricordo di Quell’anno ( il 1988) era così intenso e vivido che mi pareva ancora di sentire in gola il sapore dello sperma , provavo la deliziosa sensazione di sentirmi colare dalle labbra e sul mento la sborra che ieri mi era stata iniettata con abbondanza da Peppe.Tutto era successo con molta naturalezza e quasi per caso: avevo litigato col mio amante Pino, il mio datore di lavoro, confessando il tutto alla mia amica di cuore Antonella che Pino mi aveva lasciata, lei mi invita ad uscire con lei insieme a due calciatori, e aveva anche aggiunto che uno di questi Peppe come tu sai ti fà una corte molto insistente e che, forse, questa sarebbe stata l’occasione in cui avrebbe tentato di fare qualcosa di più rispetto ai soliti ammiccamenti, doppi sensi e quant’altro.Mi ricordo bene la sua risposta: “Sissi, se ci prova ed a te piace, stacci , dipende solo da te; trarrai piacere da una piccola avventura”.La sua risposta mi aveva, da un lato liberato da un vago senso di colpa ( sapevo che mi sarei fatta scopare se Peppe me lo avesse chiesto ) , dall’altro mi aveva spinto ancor di più nella mia determinazione di fare le corna a Pino: avrei sperato che lui mostrassi gelosia, invece…..“Bene, non ci tieni così tanto a me? Allora ti farò vedere di cosa sono capace” , così avevo pensato facendogli capire che lo tradivo e allontanandomi per andare da Peppe.Saliti in macchina , Peppe aveva guidato bahis firmaları fino ad un bar ,dopo aver consumato visto che eravamo in prossimità di dove alloggiavano siamo saliti in una delle loro villette,la mia amica Antonella và direttamente con il suo calciatore nella stanza da letto, io e Peppe ci siamo seduti in un divano , dopo esserci guardati intensamente negli occhi, senza parlare, ci eravamo scambiati un bacio profondo, in cui le nostre lingue sembravano sciabole duellanti. Ricordo benissimo come Peppe abbia subito preso la mia mano e l’abbia portata sui suoi pantaloncini da mare, in corrispondenza del suo cazzo. E ricordo anche il mio stupore: sotto la mia mano sentivo un cazzo già molto grosso che stava crescendo; la mia mano si infilò sotto i pantaloncini e lo estrasse: mi apparve un splendido cazzo, lungo, solcato da grosse vene e che terminava con una cappella incredibilmente larga. Lo strinsi e lo guardai allibita penso che aveva oltre 20… 23 cm di cazzo: la cappella era già tutta bagnata , una grossa goccia ne imperlava la punta; Peppe la raccolse con un dito e fu per me naturale aprire le labbra invitandolo a mettermelo in bocca per succhiarlo. Sentivo per la prima volta il suo gusto e la mia fica reagì violentemente: sentii dentro di me un fiotto tiepido che mi inumidiva le labbra e che mi inzuppava gli slip.Tutto avveniva al rallentatore, sembrava una scena già scritta perabet güvenilir mi che ciascuno conosceva e che non aveva bisogno di accordare o modificare. Mi rivedo abbassare lentamente la testa, spalancare le labbra per abboccare quello splendido cazzo e le sue mani dietro la mia nuca che mi spingono verso il “bestione”. Quando riuscii ad ingoiare completamente la cappella provai una sensazione estremamente erotica : la mia fica pulsava e colava mentre il mio cervello mi spingeva ad ingoiarlo ancora di più, mi sentivo profondamente porca femmina , con la mia capacità di eccitarlo e di spingerlo alla mia monta .Ma fu Peppe che a questo punto fece forza con le sue mani spingendomi la testa verso il basso mentre mi sussurrava: “ brava la mia Sissi, succhiami bene il cazzo, mangiamelo, te lo infilerò in gola fino ai coglioni, sarai la mia vacca da monta”Queste parole, anziché ferirmi , mi stimolarono, la mia voglia di cazzo crebbe a dismisura e mi aiutò a superare i conati derivanti dal fatto che il suo cazzo si stava sempre più profondamente infilando nella mia gola. Le sue mani premevano in modo sempre più deciso, non potevo ( e non volevo) sottrarmi, sentivo il bestione che avanzava lentamente ma inesorabilmente in gola. L’idea di quello splendido cazzo piantato nella mia gola era talmente eccitante che non sentii più ( non so ancora come) i conati , tutto divenne tipobet così naturale e stimolante che in breve mi trovai col naso sul suo pube: ero riuscita ad ingoiarlo tutto ( o lui era riuscito ad infilarmelo tutto in gola?).Rimasi ferma godendo di quella “brutalizzazione” : ero la femmina piegata alle voglie del maschio, ero la troia che deve dare piacere all’uomo, ero la vacca destinata alla monta.Questi pensieri fulminanti mi attraversarono il cervello come una scarica elettrica che finì direttamente nella fica. Cominciai a tremare sentendo arrivare l’orgasmo. Peppe fece allora due cose che ricordo in modo estremamente nitido : mi chiuse il naso con le dita e contemporaneamente, facendo una forchetta con indice e medio dell’altra mano, si infilò sotto gli slip e mi inforchettò fica e culo.Una ulteriore scarica elettrica mi attraversò il corpo, dalla fica e dal culo al cervello, l’orgasmo arrivò bruciante e travolgente mentre il suo cazzo cominciava a pulsare. Sentii i suoi schizzi direttamente nell’esofago , fui costretta ad aprire leggermente la bocca per inspirare aria ma non persi una goccia della sua sborra: me la stava iniettando direttamente nel fondo della gola.Ed io la ingoiai ingordamente. “Godi troia, bevi la mia sborra , sei proprio un gran puttana, lo avevo immaginato già la prima volta che ti ho visto. Si, si… così, ingioia tutto e godi” questo mi sussurrava Peppe mentre le sue dita avevano preso a torturami culo e fica. Mi sfilai il cazzo di bocca, glielo leccai lascivamente e, guardandolo negli occhi, gli risposi:“Si, sono una troia , mi piace il tuo cazzo che mi sborra in gola , mi piace sentirmi porca e profondamente femmina .

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